La distinzione celebrativa giubilare dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Un giubileo speciale con l’incontro col Papa e la medaglia celebrativa giubilare
(Uff. Alessio Varisco)
Dal 21 al 23 ottobre si è svolto un importante pellegrinaggio dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme iniziato alla presenza delle più alte cariche del Gran Magistero nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura e culminata con una celebrazione nella Basilica di San Pietro. Reduci dalla canonizzazione di San Bartolo Longo – Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del S. Sepolcro – svoltasi domenica 19 ottobre nella piazza San Pietro e celebrata dal Sommo Pontefice Leone XIV, i Cavalieri e le Dame del Santo Sepolcro hanno commemorato il loro particolare momento di filiale venerazione alla Santa Romana Chiesa in questo 25° Giubileo Ordinario: guidati dalla paterna assistenza del Card. Fernando Filoni, 16° Gran Maestro, alla presenza dell’Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone e dei Membri del Gran Magistero, dei Vicegovernatori provenienti dai quattro continenti, con i Luogotenenti di tutto il mondo, Dame e Cavalieri hanno varcato la Porta Santa, sempre con la loro guida spirituale – il Cardinale Filoni – munita della Croce processionale.
Nell’Aula Paolo VI – anche detta Aula delle Udienze Pontificie – il Sommo Pontefice Leone XIV ha tenuto un discorso a più di tremila cavalieri e dame. Il papa ha voluto ringraziarli per il costante aiuto alle comunità di Terra Santa, in particolare durante il Covid e la guerra, e per il ruolo di “presidio di fede” nei luoghi in cui Gesù è vissuto, non solo per i tesori d’arte presenti, ma per quelle “pietre vive” che risiedono in una terra martoriata.
Il Sommo Pontefice Leone XIV ha indicato tre vie: «la prima è quella dell’attesa fiduciosa (Francesco, Bolla “Spes non confundit”, 4). Sostare presso il Sepolcro del Signore vuol dire infatti rinnovare la propria fede nel Dio che mantiene le sue promesse, la cui potenza nessuna forza umana può sconfiggere.
la seconda è la “speranza” […] nell’icona delle donne che si avviano verso il Sepolcro per ungere il corpo di Gesù (cfr Mc 16,1-2). È il volto del servizio, per cui nemmeno la morte del Maestro impedisce a Maria di Màgdala, a Maria madre di Giacomo e a Salome di prendersi cura di Lui.
[…] La terza è di “guardare alla meta”. San Paolo usa la stessa immagine, quando parla della sua vita come di una gara allo stadio, non priva di una meta, ma rivolta all’incontro con il Signore (cfr 1Cor 9,24-27). È ciò che esprime il gesto del pellegrinaggio, come simbolo della ricerca del senso ultimo della vita (“Spes non confundit”, 5)».
Il Papa ha così concluso: «carissimi, la Chiesa oggi torna ad affidarvi il compito di essere custodi del Sepolcro di Cristo. Siatelo così, nella fiducia dell’attesa, nello zelo della carità, nello slancio gioioso della speranza. Come diceva S. Agostino ai cristiani del suo tempo: “Avanza, avanza nel bene […]. Non uscire di strada, non volgerti indietro, non fermarti!” (Sermo 256,3). Vi benedico di cuore, e prego per tutti voi. Grazie».

Il Sommo Pontefice Leone XIV incontra i Cavalieri e Dame dell’OESSH durante il Giubileo dell’A.D. 2025 nell’Aula delle Udienze Pontificie.
Il Cardinale Gran Maestro ha consegnato al termine dell’Udienza al Sommo Pontefice un’icona raffigurante la Regina della Palestina, realizzata nella Terra Santa, a significare l’amore per la Deipara – patrona dell’Ordine – la cui memoria liturgica è peraltro il 25 ottobre. Quest’anno quest’ultima è stata celebrata da tantissimi pellegrini provenienti dalla Galilea, da Gerusalemme e da Betlemme riunitisi, per l’annuale festa, nel Santuario di Nostra Signora con cerimonia solenne presieduta dal Cardinale Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, che ha richiesto la pace in questa terra così martoriata.
Per tutti i partecipanti a quest’appuntamento giubilare è stata conferita una particolare distinzione celebrativa che potrà essere apposta al di sopra del braccio superiore della croce potenziata – e sempre superiormente all’eventuale “Concha Peregrinatoris” che verrà posta, invece, all’incrocio; come quella del precedente giubileo del grande giubileo d’inizio millennio -. La medaglia del Giubileo del 2025 – che ripropone il modello del 2000 – consiste in un sigillo di ceralacca rossa con con la pentacroce di Goffredo di Buglione sovrastata da un bordone con bisaccia, troviamo superiormente indicato «Jubilaris Peregrinationis», mentre inferiormente «A.D. 2025».
